Prova Kawasaki ER-6n 2012

04 aprile 2012

Lo sguardo da naked sportiva di Kawasaki ER-6n si abbina all’elevata funzionalità del pacchetto ciclistico e motoristico. La prova evidenzia la facilità di guida, che rende Er-6n efficace per l’utente poco esperto, e fruibile per quello più navigato.

DESIGN

A prima vista può capitare di scambiarla con la precedente versione, ma osservandola da vicino, l’appassionato non potrà che riconoscere l’egregio lavoro fatto da Kawasaki nel ridefinire l’immagine della nuova Kawasaki ER-6n. Il frontale è stato rivisto nello sguardo della doppia parabola sovrapposta, ora più snella e accattivante. Allo stesso tempo l’unghia di copertura della strumentazione, in nero, contrasta con il resto del cupolino minimale e con i fianchetti, accentuando l’immagine sportiva e moderna della naked Kawasaki ER-6n. I fianchetti sono più rastremati e semplici nel disegno, Kawasaki ha voluto ripulire un po’ le linee per renderle più snelle e filanti. Così spariscono gli indicatori di direzione dai fianchetti e si posizionano a fianco del faro con due belle unità a lente chiara. Le linee semplici sono poi tutte orientate a caricare l’avantreno come sulle naked più sportive, e conferiscono un aspetto di insieme particolarmente riuscito a Kawasaki Er-6n. Puntale e scarico sottolineano ulteriormente questo aspetto, con un andamento più deciso, più allungato e moderno che offre un tocco di cattiveria rispetto alla Kawasaki ER-6n precedente.

Le linee semplici sono state riviste anche in funzione del nuovo telaio a doppio tubo che ora appare in tutta la sua bellezza estetica, sia tra serbatoio e motore, sia sottolineando l’andamento del forcellone. Il colpo d’occhio laterale è allo stesso tempo pulito e lineare grazie alla linea retta che parte dal canotto di sterzo, prosegue dapprima nel telaio, poi per l’ammortizzatore laterale e infine col forcellone, risultando oltremodo accattivante per via della bella presenza scenica del doppio tubo.

Il codino compatto e accorciato carica ancor di più l’avantreno, la luce posteriore a LED è di forma triangolare rovesciata, mentre la sella, sia quella del pilota, che soprattutto quella del passeggero, sono più orientate a garantire confort che a esaltare il design, le due porzioni coprono infatti quasi interamente la esile sezione del codino, lasciando poco spazio alle parti verniciate.

Comandi e strumentazione sono semplici ma efficaci, grazie alle numerose informazioni e regolazioni. La strumentazione è divisa in contagiri analogico nella parte superiore e display multifunzionale nella parte inferiore. Quest’ultimo particolarmente fornito e intuitivo nel riportare numerose informazioni tra cui autonomia, orologio, consumi medi ed istantanei oltre ai parziali del chilometraggio. La compattezza di questo ponte di comando è esaltata dall’aver spostato il blocchetto di accensione davanti al serbatoio, semplificando gli spazi e favorendo ulteriormente il colpo di occhio.

CICLISTICA

Quello che non emerge dall’osservazione estetica è l’estrema compattezza del veicolo. Leggere la scheda tecnica non fornisce un idea esaustiva, è solo salendo in sella che scopriamo quanto sia piccola ed ergonomica la nuova Kawasaki ER-6n. Il manubrio stretto e alla portata di mano è leggermente più largo della precedente versione, mentre la postura in sella è stata studiata per permettere di poggiare a terra le gambe tenendo i piedi più vicini tra loro. Praticamente ci viene da dire che chiunque può agevolmente salire in sella. Il tutto si riflette nell’esperienza dinamica, che diventa ancora più facile ed entusiasmante. Nel traffico cittadino l’ergonomia e le quote ciclistiche compatte offrono una manovrabilità decisamente superiore anche a molti scooter, e svicolare nel traffico è un gioco da ragazzi.

Il telaio a doppio tubo in acciaio  è stato progettato appositamente per favorire la snellezza complessiva della moto. Grazie anche alla scelta di una configurazione motoristica ad hoc, il pilota può cingere molto bene i fianchi della moto e il baricentro risulta essere sufficiente basso per garantire un’estrema agilità alla nuova Kawasaki ER-6n. Anche le sospensioni sono state riviste con una corsa maggiorata sia per la sospensione anteriore che per il monoammortizzatore posteriore. La taratura è stata rivista per garantire un’elevata efficienza di utilizzo ed un rigore elevato, che arriva a soddisfare persino le esigenze più sportive. Nel suo piccolo infatti Kawasaki Er-6n è molto reattiva, con le sospensioni che copiano al meglio le asperità nonostante la compattezza del veicolo. Anche con una guida più decisa il freno idraulico dimostra una buona taratura evitando scompensi troppo accentuati in fase di frenata o di cambio di direzione.

Il comparto frenante dimostra ancora una volta l’indole sportiva di Kawasaki ER-6n per via del trittico di dischi con finitura ‘a margherita’. Davanti lavora una coppia da 300 mm di diametro, mentre dietro lavora un’unità singola da 220 mm. Anche le pastiglie di primo equipaggiamento sono state modificate per garantire un superiore potere frenante. Kawasaki ER-6n è anche disponibile con il dispositivo antibloccaggio ABS.

PRESTAZIONI

Il propulsore della nuova Kawasaki ER-6n è la collaudata unità bicilindrica con disposizione dei cilindri in parallelo e cilindrata da 649 centimetri cubici. Per ottenere un motore compatto si è optato per la soluzione con carter semi secco, e distribuzione triangolare di albero motore e trasmissione. La nuova unità utilizza anche un filtro dell’aria in carta per garantire maggiori prestazioni al motore. La tipica sonorità ai bassi regimi di questo propulsore, se ci si passa il termine un po’ ‘da trattorino’, si contrappone alle elevate prestazioni di cui è capace e all’ottima disponibilità di coppia a tutti i regimi. Una volta il sella infatti Kawasaki ER-6n centra l’obbiettivo che si era prefissata ossia di garantire un’elevata facilità e fruibilità per i neofiti, accompagnata dalla possibilità di appagare anche i polsi che all’occorrenza richiedono qualche cavallo in più per una guida più sportiveggiante. Su strada infatti grazie anche al giusto mix tra dimensioni e qualità telaistiche, Kawasaki ER-6n si destreggia particolarmente bene anche in extraurbano.

Pronto e vigoroso, il bicilindrico si accompagna ad una frizione modulabile e ad un cambio dalla manovrabilità indovinata, anche se l’avremmo preferito più fluido nei passaggi da un rapporto all’altro. Tuttavia al crescere del regime di giri, Kawasaki ER-6n dimostra una grinta decisamente indovinata, che ai regimi più elevati si trasforma in un brio inaspettato che permette di soddisfare anche un utente più sportivo.

Un altro riscontro positivo di questo motore è l’economia di utilizzo, praticamente si scende sotto i 20 chilometri con un litro solo nell’utilizzo urbano, mentre nelle gite fuori porta si può tranquillamente dormire sonni tranquilli prima di fermarsi al distributore. In ogni altro frangente la resa chilometrica è notevole con punte anche oltre i 30 km/l a velocità costante in extraurbano.

Se in città l’elevata maneggevolezza offre tanta confidenza, in extraurbano il rigore ciclistico compensa la naturale mancanza di ogni riparo di tipo aerodinamico. Ad ogni modo Kawasaki ER-6n non vuole essere una moto da turismo ma soddisfa le esigenze dell’utente medio, sia per spostarsi casa lavoro, che per concedersi le dovute scampagnate fuoriporta la domenica e nel weekend.

CONCLUSIONI

Sorprende l’utente più smaliziato la nuova Kawasaki ER-6n, le dimensioni piccole e compatte celano un rendimento da moto vera con prestazioni sia ciclistiche che motoristiche sempre all’altezza. Il design è reso ancora più filante e sportivo in quest’ultima versione mentre il propulsore nonostante il sound poco personale si dimostra efficace (oltre che parsimonioso) su ogni percorso e adatto anche ai neofiti. Ottimo il prezzo, al di sotto dei 6.500 euro, che alletta parecchio chi si avvicina per la prima volta alle due ruote e cerca anche una valida alternativa allo scooter.


Abbigliamento utilizzato:

Casco – X-lite X-402 GT

Giubbino – Dainese Clicker Tex

Guanti –  Dainese M19

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